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gialli sul mare

gialli sul mare

questa discussione ha 7 risposte ed è stata letta 180 volte

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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-01-2010, 17.33.28
L'avatar di zio fred
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 Data registrazione: 05-07-2008
  Messaggi: 233
Predefinito gialli sul mare

Lo so, lo so sono appena finite le feste, ho appena disfatto l'albero, siamo all’inizio di gennaio, dalle mie parti oggi sta per nevicare ma che vi devo dire ? L'Epifania tutte le feste si porta via, ed a me viene la nostalgia...
ho già voglia di mare e di sole, di riviera e di fritto misto, di bachate e di rum, e magari di salire su una nave, un traghetto, una barca, un pattino, una piattaforma, una tavola galleggiante, un pontile, una panchina sul lungomare...



Allora consoliamoci con libri di genere giallo ambientati al mare, anzi "sul mare" magari a bordo di navi da crociera o simili.

Ne ho alcuni, ditemi se ne conoscete altri

Una crociera, De Marchi, Feltrinelli
La nave dei sogni, Federici, Iuculano ed.
le inchieste del commissario Collura, di Camilleri, Oscar Mondadori
Poirot sul Nilo, Agatha Christie, giallo Mondadori
Una crociera pericolosa , Higgins Clark, Sperling & Kupfern
Complotto di bordo, Ngaio Marsh, giallo Mondadori n.2396
La crociera del Colorado, A. De Stefani, gialli italiani mondadori
Assassinio a bordo, la signora in giallo, Jessica Fletcher, Sperling & Kupfer
Squali a bordo, Heinz Konsalik, Longanesi
La nave dei miliardari, Nantas Salvataggio, Rizzoli
H.M.S. Ulysses, Alistar Mac Lean, Bompiani
San Andreas, Alistar Mac Lean, Bompiani
Appuntamento con l’oro, Alistar Mac Lean, Mondadori


In parte ambientati su nave

La formula segreta, John Altman, Polillo
Operazione Venere, Diego Zandel, Mondadori
La lunga estate calda del commissario Charitos, P.Markaris, Bompiani
Millennio, Vazquez Montalban, Feltrinelli
Capestri sulla sabbia, Morris West
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  #2 (permalink)  
Vecchio 07-01-2010, 19.31.27
L'avatar di Giulietta
Saltatempo...
 
 Data registrazione: 20-05-2008
 Residenza: Castelli Romani
  Messaggi: 300
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mi viene in mente "Corpi al sole" di Agatha Christie..
__________________
Non pensarmi mai se non ridendo...
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  #3 (permalink)  
Vecchio 08-01-2010, 13.16.53
L'avatar di Penna
Penna
 
 Data registrazione: 29-04-2009
 Residenza: Falconara Marittima
  Messaggi: 80
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Caro Fred, penso che li hai citati quasi tutti. Pensa e ripensa, mi viene in mente solo "Il porto delle nebbie" di Simenon, di marittimo c'è solo il porto, navi viste solo in lontananza o ormeggiate, però, a un certo punto, Maigret sale su una barca per un paio d'ore.
__________________

Fare! O non fare! Non c'è provare!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 08-01-2010, 13.26.14
L'avatar di zio fred
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 Data registrazione: 05-07-2008
  Messaggi: 233
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grazie miei cari nipoti, apprezzo comunque l'impegno: in Corpi al sole in effetti una scena cruciale è legata ad un tragitto in barchetta a remi... e nel Porto delle nebbie la casa incriminata è alla fine del molo vicino al faro (il Faro, altra ambientazione su cui potremmo aprire un post) e poi con questa ambientazione ho molto in comune :..le nebbie.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 16-01-2010, 09.40.44
L'avatar di zio fred
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 Data registrazione: 05-07-2008
  Messaggi: 233
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Parlando di mare dicevo che il Faro (parola che per noi classici deriva dall'antica isoletta greca, ma bello anche il termine inglese the lighthouse, la casa della luce) è posto fascinoso di per sè e lo diventa maggiormente con libri ambientati lì.
Tralasciando il celeberrimo Gita al faro della Woolf e tenendo sempre in tema di gialli
se vi piace l’atmosfera della Cornovaglia, una dimora vicina al faro, un ispettore di Scotland Yard, un miliardario antipatico e l’abilità della scrittrice P.D. James non perdete questo thrilling.

pag. 105...
" Ed ecco che a quel punto, capricciosa, improvvisa come sempre sull’isola di Combe, calò la nebbia, in qualche posto niente di più di un delicato velo trasparente, in altri ispessita di un’umida foschia che ottenebrava ogni cosa, scesa come una cappa sull’azzurro del mare, facendo diventare la massiccia torre della casa una presenza che incombeva minacciosa, avvertita ma non vista, e isolando l’elegante cupola rossa in cima al faro al punto che adesso appariva simile a qualche bizzarro oggetto che galleggiasse nello spazio.
Mentre la nebbia diventava sempre più fitta XXXXX disse:
“ Non ha senso andare lontano fintanto che non si alza. Proveremo al faro, nient’altro”
Si mossero insieme XXXXX davanti a tutti. Udiva voci ovattate dietro a sé, ma a una a una le figure scomparvero in quella nebbia che cancellava ogni cosa e le voci si affievolirono fino a tacere del tutto.
E all’improvviso, in un modo tanto subitaneo da sconcertare, il faro gli si presentò di fronte, la torre concava che si allungava nel nulla. Guardando verso l’alto ebbe un capogiro, ma provò paura al pensiero di appoggiarsi con le mani per sorreggersi contro quella superficie lucida nel caso che l’intero edificio, irreale come un sogno, si mettesse a vacillare dissolvendosi nella foschia.
La porta era socchiusa e lui spinse guardingo il massiccio pannello di quercia e si protese in cerca dell’interruttore della luce. Senza fermarsi salì la prima rampa di gradini passando per il locale in cui era conservato il combustibile e continuò fino a metà della seconda rampa chiamando YYYYY in principio a bassa voce, quasi come se temesse di spezzare quel silenzio ammantato di nebbia. Rinunciando poi alla futilità di quelle chiamate fatte con scarso entusiasmo si soffermò sugli scalini e cominciò a urlare nel buio. Non ci fu risposta e lui non potè vedere nessuna luce. Scendendo si fermò nel vano della porta e gridò nella nebbia :
“ Sembra che qui non ci sia. Rimanete dove siete “.
Ancora nessuna risposta. Senza riflettere e senza una ragione precisa si mosse girando intorno al faro, portandosi sul lato del mare. Si fermò contro il muricciolo piegando indietro la testa a guardare all’insù e provò un senso di gratitudine per il massiccio granito al quale appoggiava le reni.
Ed ecco che om quel momento, misteriosamente com’era calata, la nebbia cominciò a diradarsi. Fragili brandelli, delicati come veli, iniziarono a galleggiare alla deriva davanti al faro, ora diventando più fitto ora dissolvendosi. A poco a poco forme e colori si rivelarono, ciò che era misteriosamente intangibile divenne familiare e reale.
E poi vide.
Il suo cuore ebbe un tuffo e cominciò a battere sordamente al punto di squassarlo dalla testa ai piedi. Probabilmente doveva essersi lasciato sfuggire un urlo, ma non udì alcun suono a eccezione del selvaggio stridio di un gabbiano. (…..)
E alto lassù, contro il candore del faro, un corpo penzoloni: il filo blu e rosso della corda da alpinisti in tensione contro le sbarre della ringhiera, il collo chiazzato come quello scarno e spelacchiato di un tacchino, la testa larga, in modo grottesco, ciondoloni da un lato, le mani con le palme in fuori come nella parodia di una benedizione. "

Tratto da BRIVIDI DI MORTE PER L’ISPETTORE DALGLIESH di P.D.James, Mondadori
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  #6 (permalink)  
Vecchio 16-01-2010, 10.59.00
L'avatar di ghislaine
innamorata della vita...
 
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"Il porto delle nebbie" di Simenon: un capolavoro, forse il più bello che ha scritto secondo me....
__________________
più conosco gli uomini, più amo le bestie.
Il mio Blog
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  #7 (permalink)  
Vecchio 16-01-2010, 11.21.16
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Anche qui troviamo la citazione di un faro quando Maigret nella nebbia arriva ad una casa vicino al faro. IL PORTO DELLE NEBBIE apparso nel 1932, composto a Ouistreham, e precisamente a bordo dell'Ostrogoth, il cutter che Simenon si era fatto costruire e attrezzare e che chiamava affettuosamente bateau-home. E nelle nebbie silenziose di Ouistreham il romanzo è ambientato in un'atmosfera da vaga inquietudine, un'oppressione, la sensazione di un mondo sconosciuto al quale si resta estranei e che continua a vivere di vita propria.


Uscendo dalla città piombano letteralmente entro un muto di nebbia. Un cavallo ed una carretta sorgono a soli due metri di distanza, cavallo e carretta, fantasmi! Ed anche gli alberi, le case passano come fantasmi ai due lati della strada.
L’autista rallenta. Si cammina a soli dieci chilometri all’ora; ciò non impedisce che un ciclista sorga dalla nebbia ed urti contro un lato della vettura. Arresto. Fortunatamente non si è fatto alcun male.
Attraversano il villaggio di Ouistreham. Giulia abbassa i vetri.
- Continuate fino al porto ed attraversate il ponte girevole…fermatevi alla casa che si trova proprio a lato del faro!-
Fra il villaggio e il porto un nastro di strada di un chilometro circa, deserta, segnata dalle lucciole pallide dei becchi a gas. All’angolo del ponte, una finestra rischiarata dalla quale giunge un rumore di vci.
- Il Caffè della Marina!- dice Giulia- lì trascorre la maggior parte del tempo la gente addetta al porto.-
Al di là del ponte, si può dire che la strada non esista. Essa si perde fra i pantani che formano le rive dell’Orne.
Ora non vi è che il faro ed una casa ad un piano circondata da un giardino.
L’auto si ferma. Maigret osserva il suo compagno che discende nel modo più naturale e si dirige verso il cancello.
- Avete veduto, Commissario?- grida Giulia palpitante di gioia- Ha riconosciuto la casa! Sono sicura che finirà per ritornare completamente in sé.-
Ella introduce la chiave nella serratura, spinge il cancello che cigola, segue il viale ricoperto di ghiaia.
Maigret paga l’autista e rapidamente la raggiunge. L’automobile riparte, non si vede più nulla.
- Volete accendere un fiammifero? Non trovo la serratura-
Una piccola fiamma: la porta è aperta. Una forma scura passa, rasenta le gambe di maigret. Giulia nel corridoio gira il commutatore elettrico, guarda curiosamente per terra, mormora:
-E’ stato il gatto che è uscito ora? Tuttavia io sono sicura d’aver, prima di partire, messo il gatto di fuori come sempre-


Da Gorges Simenon, IL PORTO DELLE NEBBIE, Mondadori
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  #8 (permalink)  
Vecchio 17-01-2010, 08.44.29
L'avatar di zio fred
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Non propriamente un giallo ma comunque romanzo con un suo mistero, ed ammazzamenti ed avventura questo AVERE O NON AVERE di Hemingway, ed anche qui il mare ed un faro hanno la loro importanza.
Trovo eccezionale la prosa di Hemingway per farci salire sul battello di Henry Morgan ed uscire con lui dal porto dell’Avana, in attesa dell'incontro misterioso che lo attende.

Salutai Frankie con la mano dopo che m’ebbe gettato la gomena a bordo e spinsi il battello a tutta velocità per il canale.
Un mercantile britannico stava uscendo dal porto ed io lo affiancai e lo sorpassai. Era carico di zucchero e aveva tutti fianchi rugginosi. Un inglese con un vecchio maglione blu mi guardava dall’alto della poppa mentre passavo accanto al piroscafo. Uscii dal porto, superai il castello del Morro e feci rotta per Key West, a nord.
Lasciai la ruota e mi spinsi a prua, dove arrotolai la gomena e quindi ritornai al timone , con l’Avana che mi si stendeva a poppa e che infine mi si nascosa dietro le montagne. Dopo un po’ persi di vista il faro del Morro, quindi il Nacional Hotel ed infine potei solo vedere la cupola del Campidoglio. Non c’era molta corrente in confronto all’ultimo giorno di pesca e soffiava una brezza leggera. Vidi un paio di pescherecci diretti verso l’Avana, provenienti da ovest, segno che la corrente era debole.
Girai la chiavetta e spensi il motore. Era inutile sciupare benzina. Intendevo lasciare andare il battello alla deriva. Quando si fosse fatto buio, avrei sempre potuto orientarmi con la luce del faro del Morro o, se il battello fosse andato troppo alla deriva con quelle di Cojimar, per puntare su Bacuranao. A giudicare dalla corrente ritenni che il battello, per quanto si fosse fatto buio avrebbe deviato lungo le dodici miglia che mi dividevano da Bacuranao tanto da farmi veder le luci di Baracca. Bene, spensi il motore e m’arrampicai fuori del buco per dare un’occhiata intorno. Non si vedevano che i due pescherecci provenienti, in lontananza, da ovest e, a poppavia, la cupola del campidoglio levarsi bianca dall’orlo del mare.
C’erano delle alghe nella corrente e qualche uccello che vi pescava.
Mi sedetti un po’ sul tetto della cabina a guardare, ma gli unici pesci che vidi furono quelli piccoli, brunastri che guizzano tra le alghe della corrente del golfo.
Ragazzi, non credete a quelli che vi dicono che non c’è poi molta acqua tra l’Avana e Key West. Io ero proprio sull’orlo.


Da AVERE E NON AVERE, di Ernest Hemingway, Einaudi ed.
Ricordo anche che da questo libro fu tratto il film ACQUE DEL SUD (1944) con Humphrey Bogart
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