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MAJ SJÖWALL & PER WAHLÖÖ - Il giallo che viene dal freddoquesta discussione ha 12 risposte ed è stata letta 424 volte
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Citazione:
Si perdono importanti riferimenti se non si è letto il primo della lista? Grazie! ![]() ![]() ![]()
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Finché l'erba cresce, il vento soffia, il cielo è blu. I libri sono come le fanciulle ti affascinano, non ti fanno dormire, ti fanno ridere, ti fanno piangere, ti prendono, dimentichi tutto per loro, ne sei geloso, ti abbagliano con la loro solarità, ti tradiscono ma alla fine le/li perdoni sempre. |
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IL CASO. io sono a metà di "l'uomo che andò in fumo", regalatomi da Murialdog.
Mi riservo di parlarne dopo. devo però dire che - dopo una partenza lenta e...poco convinta- ora mi sta prendendo, anche se non è il tipo dii giallo che leggo più volentieri... Mi piacciono i Thriller un pochino più movimentati; questo è tranquillo, basato su interrogatori, piccoli indizi, piccole deduzioni.... Una battuta: ha in comune con i romanzi di Larsson quei nomi tremendi ed impronunciabili...null'altro. Ma è piacevole, rilassante, simpatico. a risentirci. (Dopo voglio attaccare Il suggeritore: me lo sono tenuto in serbo per molte ore di viaggio-mi sembrava una buona occasione... Anche se Aurelio non ne aveva detto meraviglie..sono curiosa.) ciao, Rosy
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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mannaggia, Maura, stavo per fare una figuraccia. dirti che non lo conoscevo!!!
Sarebbe stata doppia, anche nei confronti di Muriadog che me lo aveva regalato. Per essere sincera, è uno di quei gialli per me senza infamia nè lode. non posso dirne male, ma non mi ha fatto impazzire. non è il mio genere, insomma.Un pò...MOLLO. preferisco , come "nordici" , Larsson ( in assoluto)ed Indridason. ora ho comprato un Mankell su IBS e vedremo. ciao! Rosy
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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... due norvegesi: Kjell Ola Dahl (in Italia lo pubblica Marsilio). Scrive davvero molto bene. E poi Jo Nesbo (lo pubblica Piemme). Lo stile di Nesbo è un po' meno raffinato di quello di Ola Dahl ma le sue trame sono costruite benissimo, e sono ricche di colpi di scena. Ecco, Nesbo è più "cinematografico" e Ola Dahl è più "scrittore".
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Ieri sera in libreria ho comprato al volo un altro giallo di un autore svedese, non ho idea se mi piacerà, vorrei sapere se qualcuno lo conosce e ha letto qualcosa: Anatomia di un'indagine autore Leif GW Persson
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Citazione:
Riprendo una recensione di Michael Connelly: Jo Nesbo è il mio nuovo autore di thriller preferito e Harry Hole è decisamente il mio eroe. Questo libro mi ha tenuto inchiodato alle pagine dall'inizio alla fine. Partendo dal fatto che è la stessa sensazione che ho avuto io, continuo a pensare che gli scrittori del nord abbiano tutti gli stessi argomenti e li sviscerino poi in modo diverso. Questo inizia subito con un pugno allo stomaco, davvero..e nello stesso momento, decidi che non puoi interrompere. Harry Hole è un poliziotto fuori dalle righe, come piacciono a me. Poco ligi agli ordini, molto sensibili ai particolari, poco avvezzi alla vita ordinaria. Una grande capacità di immaginazione. Questo è il personaggio che ci conduce fino alla fine e ti da l'impressione di averlo conosciuto veramente, di avergli dato una pacca sulla spalla e di avergli detto: "Bravo, anch'io avrei agito come te!" Si legge veloce tanto quanto un battito d'ali.. Ne ho un altro da leggere "Il pettirosso". Vedrò se aprire un thread a parte o continuare con questo. Ciao! Teresa
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La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). Ultima modifica di Teresa : 22-01-2010 alle ore 19.18.22. |
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Lo stile asciutto di questo scrittore, mi convince sempre più a leggere anche gli altri libri scritti da lui. Anche "Il pettirosso" ha una trama coinvolgente che è resa molto intricata dal fatto che si riallaccia a fatti avvenuti durante la seconda guerra mondiale. La descrizione di quello che passavano i soldati nelle trincee, fa ritornare alla mente discorsi sentiti dai nostri nonni ed è facile immaginare quanto si possa restare traumatizzati da questi eventi. Che alla fine ti perseguitano.. Se dovessi paragonarlo a "La ragazza senza volto", dovrei dare un voto in meno, ma preferisco un pari merito. Ciao! Teresa
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La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
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Anders Roslund è nato nel 1961 in Svezia ed è stato fondatore del canale giornalistico culturale nel suo paese, per molti anni ha lavorato come reporter specializzato in crimini e problematiche sociali.
Tra le sue numerose esperienze può vantare di aver lavorato in una fabbrica israeliana, in una fattoria in Nuova Zelanda e come cameriere in Colorado. Borge Hellstrom è nato nel 1957 sempre in Svezia ed è uno dei fondatori dell’organizzazione di prevenzione crimini KRIS e ha lavorato con i tossicodipendenti per la loro riabilitazione. È stato cantante e chitarrista in diverse bands e così ha girato il mondo. Entrambi si basano sulle loro esperienze per creare i loro romanzi, i quali sono stati tutti trasposti in film per la televisione svedese nazionale. Nel 2005 hanno vinto il premio Glasnyckeln (chiave di vetro), con il loro primo romanzo “La bestia”. E' stato difficile trovare una biografia di questi scrittori...alla fine ho trovato un sito: www.oasidellibro.it dove un utente, Sharazad, l'ha indicata. Questa è l'ultima uscita: ![]() Piet Hoffmann, in codice "Paula", vive una doppia vita. Quella con la moglie e i due figli piccoli, che deve proteggere a ogni costo. E l'altra, quella in cui ogni giorno mette a rischio tutto quanto. Su incarico dei servizi segreti, viene costretto a infiltrarsi in una delle prigioni più dure della Svezia. Da quel momento si rende conto di essere completamente solo: non può più fidarsi di nessuno. Se svela la sua identità, diventa un pericolo mortale per entrambe le parti. Nel 2009 ha vinto il premio come “miglior romanzo criminale svedese dell’anno. Vi segnalo anche questo: ![]() È un uomo duro, il commissario Ewert Grens, non ha molti amici tra i colleghi della polizia di Stoccolma, di ogni cosa fa sempre una questione personale. Come quando trova in coda per le denunce un uomo con un orecchio che sanguina e una pupilla più grande dell’altra. Sembra una faccenda di routine: la solita rissa fra ubriachi sul traghetto che fa la spola tra Svezia e Finlandia, e chi rimane a terra viene a sporgere denuncia in centrale. Ma per Grens diventa subito qualcosa di più: quello sguardo, il sangue dall’orecchio; come la sua Anni, che da venticinque anni vegeta in un ospedale da cui non uscirà mai. Per il commissario, e per i suoi collaboratori Sven Sundkvist e Mariana Hermansson, è l’inizio di un’indagine più complessa e delicata del solito. Perché l’aggressore, tale John Schwarz, in realtà non esiste, o meglio le sue impronte digitali corrispondono a quelle di un cittadino americano di nome John Meyer Frey, deceduto nel braccio della morte dell’Ohio per una grave patologia cardiaca mentre attendeva l’esecuzione. Frey, accusato del brutale omicidio della fidanzata, si era sempre proclamato innocente ma, né le prove indiziarie né la minore età, lo avevano salvato dalla condanna capitale. Possono essere la stessa persona? John Meyer Frey è, o è stato, davvero un assassino? Mentre Grens ricompone i frammenti di una storia incredibile, gli Stati Uniti, e con loro il padre della ragazza uccisa, reclamano quel prigioniero che rischia di trasformarsi in un micidiale sberleffo per il loro sistema penale. Ciao! Teresa
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La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
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