![]() |
|
|||||||
Nero italianoquesta discussione ha 57 risposte ed è stata letta 1270 volte
|
![]() |
|
|
Strumenti discussione |
|
||||
|
Ciao Matteo, devo dire che del "nero italiano", ho letto Massimo Carlotto e Alfredo Colitto, ma sono stata sempre proiettata verso gli scrittori stranieri (non solo americani).
Penso, come te, che ci siano tanti autori emergenti che meritano di essere portati avanti e..quale metodo migliore se non quello di farsi conoscere? I forum servono anche (anzi, soprattutto) a questo! Ho letto da qualche parte, mi pare nello spazio Autori, (Ma gli scrittori...quali libri leggono?) che leggi molti autori noir italiani.. Perchè non ci dici qualcosa in più? Potresti iniziare con una tua recensione su Francesco Gallone e il suo "Milano è un'arma", che dici? ![]() Teresa
__________________
La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
|
||||
|
Milano è un’arma
![]() Una città, un delitto, una ciurma di investigatori Milano a pezzi, messa sottosopra a colpi di giallo e fantasia Difficile credere che Milano è un’arma sia un esordio. La vittoria al premio Belgioioso come miglior noir pubblicato da un piccolo editore - Eclissi, dal catalogo sempre più raffinato - conferma il talento puro di Francesco Gallone. Uno che dell’arte se ne frega, pur facendola. Uno che dei proclami fa bandiera, per poi passare oltre. La brigata Camporosso, un commissario raccomandato e un gruppo di amici che non si dimenticano, apre le danze investigando su un omicidio in un centro sociale. E’ morto un occupante, la sua ragazza è ricoverata per gravi ustioni dopo che l’assassino ha dato fuoco al palazzo. Colpa dei nazi? Della polizia? Delle varie mafie potenzialmente invischiate? Dell’industria brianzola che alle minacce di anarchia reagisce con l’olio di ricino? Milano è un’arma è un noir al sapore di kebab, piccante, sbrindellato, da sbranare; in un solo aggettivo: strabiliante. Gallone sta dalla parte dei perdenti, i cittadini veri che dal basso assistono al peggiore incubo in terra, la guerriglia urbana tra fazioni sempre diverse, eppure assetate di sangue e - a modo loro - di giustizia, disposte a tutto pur di prevaricare il più debole, gli oppositori, i ribelli. Lo stile anarco-nichilista del thriller si riflette in un ritmo folle, trascinante, e, in parallelo, nella dolcezza con cui l’autore si prende cura di fatti e personaggi. E’ un romanzo ricco, dalle mille sfaccettature, dai continui saliscendi emotivi, capace di non dimenticare nessuna delle parti in gioco e di dedicare a ogni protagonista - e al relativo bagaglio di cultura, usi e costumi: schegge di una Milano dalle mille anime - uno spazio per sé, almeno una pagina descritta con passione. Perché oggi ogni metropoli, tutto sommato, è un’arma che brucia dentro, che può colpire a morte ma che se ben usata può servire per difendersi e stare tranquilli. Milano è un’arma Autore: Francesco Gallone Eclissi Editrice 264 pagine Euro: 12,00 |
|
|||
|
Ciao Matteo,
mi stavo giusto facendo la stessa domanda. Anche io ho sempre prediletto i romanzi gialli stranieri, ma la mia attenzione è caduta su un libro uscito da poco, è di una autrice italiana ed il libro si intitola Una fragile esistenza di Alessia Buschi, l'avevo già adocchiato su sito di Qlibri, ma l'ho acquistato direttamente dal sito dell'editore De Rocco, devo dire che non solo mi è piaciuto moltissimo perchè sembrava veramente che ci fossi entrata dentro e poi perchè non sono riuscita a capire il bandolo della matassa fino a che non sono arrivata alle ultime pagine che svelavano il mistero. Te lo consiglio, fammi sapere se ti è piaciuto. Ciao |
|
||||
![]() Uno scalcinato detective nella Bologna che fu Chandler in provincia, senza freni alla fantasia Franco Foschi punta sul solito detective? Sbagliato. Franco Foschi crea una versione nostrana dell’investigatore privato tipicamente inteso e gioca con tutti gli stereotipi del genere hardboiled, nessuno escluso. Giusto. Franco Foschi, quindi, punta sì sul solito detective, ma è un detective sbagliato a priori. Come sottolinea la prefazione acuta di Stefano Benni, capace di introdurre con poche righe a un universo vicino e lontano. Bologna, calare degli anni novanta. Un delitto a seguito di corna scatena la curiosità del piedipiatti privato che è stato ingaggiato per sorvegliare il fedifrago. Il perdigiorno, come ama definirsi, e il lettore gli dà subito ragione, vaga per la città ammaliato da donne cui mai potrà aspirare e da incastri psicologici che non è neanche lontanamente capace di gestire. Ciliegina sulla torta, è un mammone sfrenato che lascia il cervello a ruota libera e che dei suoi peccatucci egocentrici non fa mai mistero. Seppure armato - perlopiù di ironia, in qualche raro frangente anche di una pistola - il buono a nulla, per vincere, insegue il bacio della femme fatale di turno e si scontra con un desolante panorama di corruzione e politica. Foschi sa il fatto suo. Al contrario del suo protagonista, cui regala ineffabili momenti di gloria (passiva), centra il bersaglio grazie a una scrittura realmente creativa e a un intreccio vitale. Poco importa se c’è un delitto, in che direzioni si indaghi, dove finiscano le magre ambizioni dei personaggi (mai come stavolta) in gioco e se davvero dietro a tutto vi sia un movente plausibile. Le pagine permettono al lettore di unirsi allo scrittore e, alternativamente, di tifare per il perdigiorno quando ne combina una giusta, oppure di coprirlo di insulti quando è in evidente difficoltà di fronte a eventi che non sa padroneggiare. La città ne esce come un limbo. Un purgatorio in cui non si sta poi così male, un retroterra amabile che, così ricordato come vestigia del passato, pare staccato dalla realtà. Una zona franca, senza legami spazio-temporali, in cui le pedine possono muoversi come fantasmi. Un unico essere vivente giustifica una selva di zombi, di stereotipi, di macchiette, di persone tristemente inutili. L’esatto contrario di Libertà di paura, la cui utilità, oltre che ludica, è nel tessere una storia e nel raccontarla con schiettezza, con sanguigna ingenuità. Avanti così, trattandosi di un perdigiorno buono a nulla, mammone, che nel suo essere perdente sa conquistarsi uno spazio «(u)morale». Libertà di paura Autore: Franco Foschi Todaro Editore 254 pagine Euro 14,50 |
|
||||
|
Ho scoperto questo sito con molti suggerimenti di gialli italiani (e non) poco noti anche nelle loro case editrici minori. Mi pare stuzzicante e lo propongo all'attenzione di chi non lo conoscesse.
http://ilmiolibro.kataweb.it/categor...lli%20-%20Noir |
|
||||
|
Citazione:
In più, ci sono i commenti dei lettori ![]() Lo metterò sicuramente fra i siti "Preferiti". Grazie della segnalazione! ![]()
__________________
La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
|
||||
|
Non è stato menzionato e vorrei saperne qualcosa di più..qualcuno ha letto suoi libri?
Ne ho trovato uno che mi incuriosisce: Su IBS non ci sono delle cattive recensioni.. Ciao! Teresa
__________________
La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
|
||||
|
Di Macchiavelli avevo letto UN DISCO DEI PLATTERS, scritto a quattri mani con Guccini che non mi aveva entusiasmato, però non era propriamente un giallo ma quei ricordi un po' nostalgici del tempo che fu.
Ho in libreria il suo I SOTTERRANEI DI BOLOGNA della serie dell'Ispettore Sarti ma non l'ho ancora letto; grazie alla citazione di Teresa guadagna una quindicina di posti nella lista d'attesa, poi riferirò. |
|
||||
|
Citazione:
![]() A presto! Teresa
__________________
La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
|
||||
|
Torno in questa cartella per citare a chi piace l'ambientazione LIGURIA/STORIA/GIALLO un paio di libri per l'editore ligure Frilli: si tratta di TRITTICO DEL TEMPO di Michele Branchi e IL CADAVERE DI PIAZZA BANCHI di Carlo Ragni. Il primo si svolge nella Genova di oggi dove un prof milanese torna e si trova coinvolto in un mistero tra occultismo e delitti del passato: mi ha fatto venire in mente un vecchio sceneggiato televisivo (ma chi di voi lo ricorda???) intitolato "Belfagor".
Il secondo giallo è tutto ambientato nel 600 e piacerà a chi ama questo ritorni nel tempo in una Genova seicentesca, tra storia e delitti da risolvere. |
|
||||
|
Poichè in questi giiorni si corre il Tour de France di ciclismo ho riesumato dall'elenco dei gialli da leggere questo edito da Feltrinelli GIALLO SU GIALLO di Gianni Mura, giornalista sportivo alla sua prima come giallista.
E' ambientato proprio al tour (come sanno gli appassionati il corridore in testa alla classifica indossa la maglia gialla) e mi pare scritto bene e simpatico. Come mio stile non dico altro, dovete fidarvi. Sbrigatevi però perchè il tour è quasi alla fine (al momento c'è un italiano in testa e mi viene in mente la canzone di Paolo Conte sui francesi che s'incazzano...) |
|
||||
|
Citazione:
Di Loriano Macchiavelli ho letto molto, è un giallista bolognese, nelle sue storie ricorre spesso la narrazione di vicende legate al periodo della Resistenza. Per esempio in questo libro. Lo stesso è anche il padre delle avventure del Serhente (grado non presente nelle gerarchie della Polizia) Sarti che negli anni 70 sono state anche trasmesse dalla Rai come "sceneggiati". Vi invito anche a leggere i libri scritti con Francesco Guccini per. es Quel disco dei Platters con protagonista il Maresciallo Santovito |
|
||||
|
Citazione:
Di Loriano Macchiavelli ho letto molto, è un giallista bolognese, nelle sue storie ricorre spesso la narrazione di vicende legate al periodo della Resistenza. Per esempio in questo libro. Lo stesso è anche il padre delle avventure del Sergente (grado non presente nelle gerarchie della Polizia) Sarti che negli anni 70 sono state anche trasmesse dalla Rai come "sceneggiati". Vi invito anche a leggere i libri scritti con Francesco Guccini per. es Quel disco dei Platters con protagonista il Maresciallo Santovito |
|
||||
|
Quello che mi preoccupa è il fatto che molti bravi scrittori italiani devono andare a farsi pubblicare da Todaro, in Svizzera.
Si vede che i nostri editori hanno altri a cui correre dietro. www.federicobailo.it |
|
||||
|
Citazione:
Per quanto riguarda la Milano in giallo, mi sono letto tanti Scerbanenco, molti Colaprico/Valpreda, Olivieri etc....... Secondo Milano offre uno scenario ideale per storie noir.......... |
|
||||
|
Segnalo di Gianni Biondillo questo libro del 2005, che merita un minuto di riflessione
![]() Sintesi IBS Chi ha sparato all'ispettore capo Lanza del commissariato di Quarto Oggiaro? L'ispettore Michele Ferraro è alle prese con uno dei più difficili casi che gli siano mai capitati. Perché, in quella periferia milanese dove tutti si conoscono e dove è quasi impossibile distinguere gli innocenti dai colpevoli, sta succedendo qualcosa di grosso. Cosa c'è dietro? Che parte ha il Baffo, un sognatore finito a fare il barbone? E che strani intrecci si sono formati tra le mafie pugliesi, calabresi e slave? Ferraro indaga, facendo quotidianamente i conti con i suoi malumori, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, e con il popolo minuto di una città raccontata con durezza sarcastica e simpatia contagiosa. Voto 4.11/5 (45 recensioni..quindi non male!)
__________________
La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). Ultima modifica di Teresa : 06-10-2009 alle ore 21.21.51. |
|
||||
|
Ho letto quasi per caso questo giallo che ho trovato in biblioteca, nella sezione "Piemonte".
È la storia di un'indagine autonoma del capo del personale di un'azienda, per far luce sulla morte accidentale di un suo dipendente, travolto da un auto pirata durante il nulla del ferragosto torinese. Tanti i riferimenti che si aspetterebbe da una persona in quella posizione (ed in questo credo il libro sia autobiografico), analisi della storia recente, della storia sociale cittadina etc, visto dall’occhio di chi li ha vissuti in prima persona e li ha analizzati con occhio attento ed erudito. Interessanti i processi mentali che portano il protagonista a giocarsi i dialoghi con i personaggi da cui deve ottenere informazioni, applicando tecniche imparate per il lavoro ad un contesto diverso. Carino anche lo spaccato della vita d’azienda, coi suoi personaggi tipici e familiari a chiunque abbia lavorato in ditte medio-piccole almeno per un po’. |
|
|||
|
Ciao, questo è il mio primo messaggio, quindi abbiate pazienza...
Volevo segnalarvi un paio di autori e di libri non nuovissimi, che ho letto qualche anno fa: Stefano Tura, "Non spegnere la luce", Fazi Editore (2003). L'autore adesso fa l'inviato per la RAI a Londra. Se seguite il TG2 forse l'avrete in qualche servizio. Ha scritto anche altri libri, ma io ho letto solo questo: l'ho trovato piuttosto inquietante, disperato e crudo. Dedicato a chi piacciono le atmosfere "forti". ![]() Gianluca Morozzi, "Blackout", Guanda (2005). Anche questo è piuttosto forte, ma passa dalla tragedia alla farsa con molta disinvoltura. A me è piaciuto. Anche qui non posso rivelare più di tanto: tre persone che rimangono chiuse in un ascensore per un blackout in una torrida giornata estiva... ![]() Sto leggendo tutte le vostre discussioni e le trovo molto interessanti. E' possibile che intervenga anche su quelle più vecchie... vedremo. ![]() |
![]() |
| Strumenti discussione | |
|
|