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Nero italianoquesta discussione ha 57 risposte ed è stata letta 1286 volte
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Citazione:
Luigi Bernardi: (bellissima intervista di Matteo Righetto su www.sugarpulp.it) Luigi Bernardi (Ozzano dell’Emilia, 11 gennaio 1953) è uno scrittore, saggista, sceneggiatore e critico fumettistico italiano. Attualmente vive a Bologna. Ha creato alcune case editrici di fumetti. All’inizio degli anni ’90, ha iniziato a esplorare il noir italiano e internazionale. Nel 2000 è stato chiamato a elaborare il progetto della serie Noir di Einaudi Stile Libero, che ha diretto fino ai primi mesi del 2005. Dal 1999 al 2003 ha seguito quotidianamente le notizie di cronaca nera, anche quelle recuperabili soltanto nei fogli locali, e si è costruito una solida conoscenza del mondo del crimine, sia a livello di grandi organizzazioni, sia delle imprevedibili espressioni familiari. Attualmente è scrittore e consulente editoriale. Per l’editore Fazi cura la prima edizione italiana integrale de Le inchieste di Nestor Burma, di Léo Malet. Ha realizzato laboratori di scrittura sia di base che avanzati, gli esiti di alcuni di questi laboratori sono stati pubblicati in Altre scomparse di Patò (Edizioni della Battaglia, 2003), Amore e altre passioni (Zona, 2005), Qualche sera d’inverno a Maranello (Zona, 2005). È stato per sei edizioni presidente di giuria del concorso letterario Lama e Trama organizzato dal comune di Maniago. Il suo ultimo romanzo, Senza Luce, è stato pubblicato da Perdisa pop nel 2008. Sintesi IBS: In un paese dell'hinterland di Bologna, un anziano squilibrato si mette a sparare dalla finestra, uccide alcune persone e tiene in scacco le forze di polizia che, a sera inoltrata, decidono di passare al contrattacco: per disorientare il folle, ordinano che venga tolta l'energia elettrica all'intero circondario. In questo quadro - realmente accaduto nel giugno 2005 in un paese dell'Italia settentrionale - si sviluppa la finzione narrativa: cento minuti, quattro storie parallele, tutte segnate dalla mancanza di luce. Mario, un dirigente comunale, cerca di sedurre la sua vicina di appartamento. A casa del professor Umberto si affronta l'emergenza con un gioco che travolgerà la stessa coesistenza famigliare. Nel bar di Loretta ci si industria per continuare le partite a carte e a biliardo, ma presto e in modo del tutto imprevedibile si dipanerà una storia completamente diversa. Intanto, Domenico, uno scrittore solitario, si prepara a mettere in atto un proposito che lo tormenta da anni.
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La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
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Da un pò di tempo mi ripromettevo di parlare di questo eccellente (secondo me) autore di gialli.
E' genovese, giornalista e scrittore. E' nato a Genova il 26 settembre 1965. Di sè stesso dice: «Sono una Bilancia perfetta, nel senso che ho tutte le caratteristiche del segno. E sono un ligure totale, nel senso che ho tutti i pregi e i difetti tipici dei liguri». Ha cominciato ad appassionarsi al giornalismo a 16 anni e oggi lavora al “Secolo XIX”. Ha sempre cercato di avere più Paesi del mondo visitati che anni di vita, e fino ai 37 ci è riuscito, ma ora è sotto di tre. Ha scritto nove libri in diciotto anni, inserendo elementi ironici nei libri “seri”, e amare verità in quelli umoristici. Il suo primo romanzo giallo é "IL VICOLO DELLE CAUSE PERSE". In realtà ho scoperto che non è il suo primo- lo è per me; ha pubblicato, sempre per Piemme, "Domenica nera"( Premio Bancarella sport 2006), che sto leggendo in questo momento e di cui parlerò in seguito. Piacevolissimo, intrigante quanto basta, con dei protagonisti che si ricordano. E , per i genovesi, come già nei romanzi di Morchio, è incantevole trovare una Genova "diversa", e nello stesso tempo uguale, a quella che viviamo ogni giorno, talvolta senza metterne a fuoco i particolari..... La storia parte bene: "«Barbara Ameri sedette alla scrivania e accese il computer e la stampante. Ci volevano un paio di minuti prima che fosse pronta. Devo stare calma, pensò, non ho fatto niente di male e non ho niente di cui preoccuparmi ». LA TRAMA: Ambientato tra Genova, Rapallo e Camogli, protagonisti sono il commissario anoressico Marco Luciani e il suo vice Nicola Giampieri. Intorno si muovono i caratteristi noti, Calabrò, l’ ispettore tutto di un pezzo, Iannace (che ricorda un pò il Catarella di Camilleri-Montalbano), generoso ma lessicalmente creativo, e nuove figure come la seducente procuratrice d’ assalto Monica Serra. Quindi Barbara Ameri, 25 anni, segretaria di un broker, che viene trovata agonizzante in ufficio dal suo capo. Morirà poche ore dopo. Marco Luciani, con la sua anoressia angosciante, la sua filosofia di vita, rigorosa e profonda in questa Italia sempre più pagana, pur avendo appena dato le dimissioni da commissario della polizia di Genova, riprende in mano le indagini, affiancando da privato in vacanza il suo vice Giampieri, brillante, ambizioso, ossessionato dalle donne e da altri vizi segreti. Un’ indagine difficile, tra affari loschi, alta borghesia, servizi segreti. Tra fughe, morte misteriose, tradimenti, colpi di scena si sviluppa un tragico mosaico. Ottimo giallo. consigliato agli amanti del giallo italiano, senza supereroi! P.S. Maura, te li presto entrambi, se vuoi! ![]()
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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Vi riparlo di Claudio Paglieri, e del suo secondo romanzo giallo , "Domenica nera", che ho appena terminato .
La trama: Sul prato dello stadio di Genova i giocatori si guardano perplessi, sulle gradinate la folla rumoreggia. Il secondo tempo della partita che può decidere il campionato dovrebbe essere già iniziato, ma l'arbitro Ferretti non arriva. L'hanno trovato impiccato nel suo spogliatoio. È una bomba, per il mondo del calcio italiano. Impazzano i dubbi, le voci, le malignità. Il campionato viene interrotto. Tutti sussurrano la parola che non si può dire ad alta voce: corruzione. Serpeggia il sospetto che il suicidio - sempre che sia davvero un suicidio - sia legato alle torbide vicende che hanno segnato la carriera di Ferretti. Un romanzo che si svolge nel mondo del calcio, dunque, ma avvincente anche per chi, come me, di calcio non capisce un acca, tanto da dover ricorrere al consorte per farsi spiegare certe azioni, certi modi di dire. il personaggio dell'anoressico commissario Luciani qui assume sfumature interessanti.. Il suo passato torna a galla, e rende chiari molti comportamenti prima nebulosi.... Si scoprono suoi tormentati rapporti familiari, che lo hanno reso quasi "ascetico" e rinunciatario a tutto ciò che può rendergli piacevole la vita. Infine, secondo un (poco fine) detto genovese "Tira più un ...di ...., che una coppia di buoi", in questa storia troviamo anche un Luciani innamorato! impegnato in una torrida- molto torrida- relazione con una affascinante ispettrice delle assicurazioni. E tutto ruota intorno al mondo del calcio, arbitri ambiziosi, manager corrotti, partite truccate... Veramente uno splendido giallo italiano. Voto: ottimo. Ciao
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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Mi associo alla buona opinione su Claudio Paglieri, che metto a livello di Bruno Morchio come giallista genovese e spero scriva un terzo giallo dopo i primi due, ottimi.
Suggerisco di leggerli nell'ordine di scrittura essendovi uno sviluppo dei personaggi principali, quindi prima "Domenica nera" e poi "Vicolo delle cause perse". |
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Guardando sul sito delle biblioteche ho scoperto che ci sono due altri libri suoi:
L'estate sta finendo / Claudio Paglieri. - Venezia : Farfalle Marsilio, 2001 274 p. ; 21 cm. Citazione:
Citazione:
I comenti li ho copiati dal suo sito/blog: http://www.claudiopaglieri.com/web/ Ultima modifica di Marmy : 26-10-2009 alle ore 10.05.21. |
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Per la serie nero ligure italiano ho terminato un gradevole gialletto dell'editore Frilli ambientato ad Alassio, autore Cristina Rava intitolato Tre trifole per Rebaudengo, laddove Rebaudengo è il commissario di polizia che indaga mentre le trifole, cioè i tartufi, se le va a mangiare il suddetto commissario e anche chi abita in queste zone di questi tempi.
E anzichè parlare del libro che consiglio, vorrei parlare della sagra del tartufo di Alba dove domenica abbiamo mangiato magnificamente ma questo è un altro discorso. |
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Citazione:
a saperlo...magari con l'amico Murialdog- o anche solo me e consorte...-si poteva organizzare un rendez-vous! ciao Rosy
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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Invitata da Matteo Di Giulio, sabato 7 novembre sono andata alla Libreria Mursia di Milano, nello spazio Milanonera, alla presentazione del terzo libro di ANDREA FERRARI, chiamato "Milano muta".
Matteo presentava Andrea e, devo dire, è stato molto interessante vedere uno scrittore nei panni di intervistatore.. Oltretutto, sono stati letti alcuni passaggi del libro da un bravissimo attore di prosa, Dario Lilloni, che ci ha coinvolti sia per il tono di voce, che per l'impostazione che ha dato alla lettura. Questo libro, come i primi due, parla di Andrea Brandelli, un detective privato milanese, astemio, che non fuma e va a letto presto la sera, un personaggio in contro-tendenza rispetto agli investigatori a cui siamo abituati e che si avvicina di più a noi persone "normali". Il primo libro si chiama "Milano A. Brandelli" e questa è la sintesi IBS: Milano A. Brandelli è un noir cittadino, inserito nel perpetuo moto della metropoli. Andrea Brandelli è un detective privato. Vive a Milano e ha con la sua città un rapporto al limite del morboso. La ama e non riesce a fare a meno di lei. Andrea Brandelli è astemio, non fuma e va a letto presto la sera. È sempre incazzato. Un pomeriggio di fine ottobre, viene assunto dal manager di una multinazionale che si occupa di sistemi informatici applicati alla sicurezza e che è convinto di essere in pericolo. Le indagini lo porteranno a scavare a fondo nell'animo umano. Attraverso un cammino tortuoso, scoprirà come l'uomo sia spesso il peggior nemico di se stesso e quanto possa essere crudele quando è chiamato a giudicarsi. Milano è uno dei personaggi principali della storia e accompagna come un'amante il protagonista, creando una cornice scura, inzuppata di livore e pioggia. ![]() Andrea Ferrari è sicuramente uno scrittore da seguire..che ne dite? Ciao! Teresa
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La parola è il proiettile più mortale, se riuscite a ficcarla nel bel mezzo della testa (Un luogo incerto di F. Vargas). |
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Andrea Ferrari non lo conosco e a quanto pare vale la pena conoscerlo, grazie della segnalazione.
Certo che Milano sta diventando un posto dove si rischia di inciampare per strada in morti ammazzati, meno male che ci sono in giro un bel po' di commissari e detective; mi viene in mente, a Parte Scerbanenco e Olivieri, i recenti Tuzzi, Colaprico, Crescenti, De Angelis e adesso sto Ferrari. E probabilmente ne manca qualcuno. |
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Premetto che, che nonostante sia un over 50, gioca ancora a calcio a livello amatorile con tanti ragazzi più giovani, inoltre, mi ritengo un "tifoso" critico. Tutto ciò per dire che "la storia" del libro mi ha coinvolto e appassionato. Alcuni personaggi sembrano i protagonisti delle nostre domeniche calcistiche. Ho già "prenotato" in biblioteca di zona l'altro romanzo sopra citato. |
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Citazione:
Premetto che, che nonostante sia un over 50, gioca ancora a calcio a livello amatorile con tanti ragazzi più giovani, inoltre, mi ritengo un "tifoso" critico. Tutto ciò per dire che "la storia" del libro mi ha coinvolto e appassionato. Alcuni personaggi sembrano i protagonisti delle nostre domeniche calcistiche. Ho già "prenotato" in biblioteca di zona l'altro romanzo sopra citato. |
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Sono contenta che la mia recensione sia servita a qualcuno!
vedrai che anche l'altro ti coinvolgerà molto. Mi piace lo stile di Paglieri... P.S. sei un over 50? anch'io...e allora????? Non lo sai che il vino migliore sta nelle botti vecchie? pensa alla differenza che c'è tra un vino novello ed un barolo.... ciao, Rosy
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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Citazione:
Il riferimento all'over 50 era per dire di solito a questa età chi fa sport li sceglie un pò più tranquilli. Invece il sottoscritto si cimenta ancora con ventenni, trentenni e qualche quarantenne e dopo le partite di calcio giocate a ottimi livelli il commento dei giovani è: Mister sei un mito". Al che il mio "narcisismo" vola altissimo.......... Scusa l'OT, torniamo ai nostri libri e ribadisco da "cultore" dei giallisti italiani mi fa piacere aver fatto questa scoperta. |
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capisco ...io dopo i 50 ho fatto un corso di arrampicata in montagna...e un paio di trekking in Nepal, di cui uno, zona dell'Everest, arrivando a piedi oltre i 4000!
( se pensi a certi "mollaccioni" di 20-30 anni...) e ora parliamo pure di gialli. se ti è piaciuto Paglieri, conosci Perissinotto? ciao rosy
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"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica". Pablo Neruda |
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Citazione:
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Bene .La discussione su Perissinotto era partita da me, perchè questo autore torinese è veramente bravo e merita una lettura.
secondo me il primo da leggere è Al mio giudice, diverso da tutti i suoi altri. in questi giorni è uscito il suo ultimo romanzo. a me mancano molti giallisti italiani...ci vorrebbe solo più tempo..ma un altro di cui sono fan è Gianni Biondillo(lo conoscerai...) e poi Morchio, genovese,che è straordinario nell'unire storia privata a vicende gialle.. a risentirci! Rosy
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Quoto in pieno TUTTI i suggerimenti di Rosy.
Non dimenticatevi di Piero Soria e del suo commissario Lupo. Io lo metteri tra i migliori personaggi di gialli italiani... PS/OT chissá mai allora che anch'io, alla soglia dei 50, non riesca a rimettermi un po' in forma fisica e tornare a fare un po' di sport? Mi accontenterei di riuscire a fare qualche giornata di snowboard. Giuro: la prossima settimana che sono a Torino almeno un'ora di qualcosa tutti i giorni altrimenti al ponte dell'Immacolata altro che tavola: schiatto anche solo con gli sci... |
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Citazione:
Se non sei di Milano devi sapere che fino agli sessanta Quarto Oggiaro e Nigurada, come altri, erano paesi che confinavano tra loro e con la città. Ora sono zone della grande metropoli. Quindi nella descrizione degli ambienti, (con riferimenti anche precisi es. Cascina California), rivedo la mia infanzia, a giocareore e ore a pallone nei prati "sconfinati"........... Ho letto quasi tutto, invece, di Piero Colaprico sopratutto i romanzi con Valpreda con protagonista il maresciallo Binda. Colaprico scrive la cronaca nera su Repubblica e da un pò di tempo risponde anche ai lettori in rubrica nelle pagine di Milano. |
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