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Il Maestro e Margherita

Il Maestro e Margherita

questa discussione ha 7 risposte ed è stata letta 622 volte

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  #1 (permalink)  
Vecchio 30-01-2009, 13.01.24
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 Data registrazione: 30-01-2009
 Residenza: dove mi porta il cuore
  Messaggi: 33
Predefinito Il Maestro e Margherita

Ritengo che assieme a Mistero buffo di Majakovskij e alle sinfonie di Belyj sia il vertice della letteratura russa del XX secolo. Infatti, l'abilità di Bulgakov, che sembra quasi un druido celtico, sta nel racchiudere nello stessp testo un romanzo di satira sociale, di amore tristanico, di profonda riflessione teologica, di mirabolanti fantasticherie che fluttuano e si mestano fra il mefistofelico, il grottesco, di numeri da teatro di gran varietà (lo spettacolo di magia nera) e di gag memorabili. Ma è proprio attraverso tutte le stranezze che a prima vista posso sembrare insensate, soprattutto a un popolo come gli italiani, che Bulgakov si ancora più profondamente alla realtà. Soprattutto nei capitoli che riguardano lo spettacolo di magia nera e la casa dei letterati Gribaedov, si respira l'atmosfera scintillante della Mosca degli anni 30 che in URSS coincide con una sorta di Belle Epoque, con concerti jazz, mangiate gargantuesche e funzionari proletari che vestivano e si comportavano a medio-borghesi occidentali. Montale lo definì: "Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione". Non poteva dare definizione e giudizio migliore.

Ultima modifica di Margarita : 30-01-2009 alle ore 13.05.04.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 03-02-2009, 20.43.13
L'avatar di masetto
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 Data registrazione: 09-09-2008
 Residenza: Treviso
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E' un libro straripante di inventiva, di una fantasia sfrenata. A lunghi tratti divertentissimo, e per nulla pesante pur essendo abbastanza lungo.
Però non è un capolavoro secondo me, alcuni aspetti lasciano proprio a desiderare: Bulgakov ebbe sempre grosse difficoltà a superare la censura sovietica per cui nel libro viene fuori il suo malanimo contro la società letteraria russa: per esempio quando Margherita in veste di "strega" distrugge il condominio degli scrittori, e analogamente in generale laddove i due protagonisti sono presentati come una specie di indifesi agnellini tra i lupi (che sarebbero censori statali e scrittori "nemici"). Tutto ciò secondo me è troppo ingenuo, come pure lo è il finale, con questa specie di "salvazione" collettiva di loro due, di Woland e dei suoi e di Pilato: in questi aspetti sembra nient'altro che una favoletta.
Comunque non si contano le scene spassose: l'inizio, lo "spettacolo" di Woland, il volo di Margherita... E, d'altra parte, va riconosciuto a Bulgakov il grande merito di aver messo nel libro, lievemente camuffate, moltissime scomode o terribili verità della società sovietica (la carenza di alloggi, i processi ai dissidenti etc.: non per niente non glielo pubblicavano). La fantasiosa ricostruzione della "storia" di Pilato poi è estremamente raffinata.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 03-02-2009, 21.36.38
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 Data registrazione: 30-01-2009
 Residenza: dove mi porta il cuore
  Messaggi: 33
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Beh secondo me Bulgakov si sentiva davvero così...il suo malanimo è contro la società russa degli anni 20, nella quale si sentiva fuori posto. Era uno scrittore di "denuncia" e come tale ha pagato a caro prezzo il suo pensiero..credo che il maestro fosse lui, in un certo senso, come Woland, Stalin...che per il suo personale vissuto (non gli ha concesso l'espatrio, ma gli ha cmq trovato un lavoro presso il teatro d'atre di Mosca), alla fine si è dimostrato un buono...ecco come mi spiego il finale. Comunque Il Maestro e Margherita è ritenuto, dagli slavisti di tutto il mondo, uno dei vertici della letteratura russa, sebbene molti ancor nn lo conoscano.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 04-02-2009, 08.59.06
L'avatar di masetto
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 Data registrazione: 09-09-2008
 Residenza: Treviso
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è ritenuto, dagli slavisti di tutto il mondo, uno dei vertici della letteratura russa
Sì, ma non vuol dire che sia perfetto.

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credo che il maestro fosse lui, in un certo senso, come Woland, Stalin...che per il suo personale vissuto (non gli ha concesso l'espatrio, ma gli ha cmq trovato un lavoro presso il teatro d'arte di Mosca), alla fine si è dimostrato un buono...ecco come mi spiego il finale.
Il Maestro è sicuramente Bulgakov, sì.
Che Woland sia Stalin non mi convince tanto: il primo arriva lì e sconvolge la società moscovita, il secondo era quello che governava la Russia, quindi il primo garante di quella società (e se per certi versi è stato "buono" con Bulgakov, non si può certo dire che lo sia stato in generale, com'è invece Woland col Maestro). Ma potrebbe anche essere; è affascinante come idea

Ma quello che non mi piace, soprattutto, è che non viene mostrato perchè l'establishment russo osteggia il Maestro. Bulgakov si limita a dire che è così. In generale in questo libro lui ha saputo esprimere il suo "attacco" alla Russia comunista per mezzo delle metafore, ma su questo punto non lo fa. Pare si contenti di dire che il Maestro è buono e i suoi nemici cattivi: troppo poco.

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  #5 (permalink)  
Vecchio 25-05-2009, 20.06.14
L'avatar di Penna
Penna
 
 Data registrazione: 29-04-2009
 Residenza: Falconara Marittima
  Messaggi: 82
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Beh secondo me Bulgakov si sentiva davvero così...il suo malanimo è contro la società russa degli anni 20, nella quale si sentiva fuori posto. Era uno scrittore di "denuncia" e come tale ha pagato a caro prezzo il suo pensiero..credo che il maestro fosse lui, in un certo senso, come Woland, Stalin...che per il suo personale vissuto (non gli ha concesso l'espatrio, ma gli ha cmq trovato un lavoro presso il teatro d'atre di Mosca), alla fine si è dimostrato un buono...ecco come mi spiego il finale. Comunque Il Maestro e Margherita è ritenuto, dagli slavisti di tutto il mondo, uno dei vertici della letteratura russa, sebbene molti ancor nn lo conoscano.
Credo che la denuncia di Bulgakov ne "Il Maestro e Margherita" riguardi soprattutto la libertà dell'artista e l'indipendenza di pensiero in generale, diritti che stavano venendo progressivamente a mancare nella Russia della nuova NEP di Lenin, per poi scomparire completamente con l'avvento di Stalin.
In questo senso, il romanzo va visto come una grandiosa metafora e Woland è il motore grottesco di questa rappresentazione che testimonia il grande genio inventivo dell'autore.
Nella realtà della società sovietica di allora, dichiaratamente materialista e atea, Bulgakov fa apparire il "diavolo-Woland" che con la sua magia dimostra l'esistenza del soprannaturale, rimettendo, per così dire, in moto le coscienze
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Fare! O non fare! Non c'è provare!
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  #6 (permalink)  
Vecchio 27-01-2010, 08.22.06
L'avatar di Elaine
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 Data registrazione: 12-01-2010
 Residenza: Cantù (CO)
  Messaggi: 11
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[Una citazione celebre da "Il Maestro e Margherita" è: "i manoscritti non bruciano". Il Maestro è uno scrittore perseguitato dalla censura dell'oppressivo regime stalinista nella Mosca degli anni 30, e brucia il manoscritto del suo libro per liberarsi dai problemi che questo gli ha creato. C'è un elemento autobiografico in questo aspetto del personaggio del Maestro, poiché lo stesso Bulgakov aveva bruciato una precedente stesura de "Il Maestro e Margherita" per simili ragioni]

L'ho letto la scorsa estate, mi è piaciuto molto, la prima parte è anche molto spassosa C'è da dire anche che è stato scritto da Bulgakov (molto credente) quando l'ateismo russo contro la religione era al suo apice...
Leggendo la storia di questo autore mi sono molto impressionata e commossa, sicuramente è stato un eroe...
__________________
We are all in the gutter, but some of us are looking at the stars
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  #7 (permalink)  
Vecchio 16-03-2010, 21.08.31
L'avatar di Indigowitch
MusadiNessuno
 
 Data registrazione: 29-08-2009
 Residenza: Sradicata perenne
  Messaggi: 1,686
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Splendido romanzo, a tratti anche "spassosamente crudele".
Adoro il personaggio di Margherita, ha tutta la veemenza della donna appassionata, che farebbe di tutto per l'uomo che ama.
La bizzarra combriccola di Woland è descritta in maniera vivida e accattivante (Behemot, il gattone parlante, è strepitoso).
Concordo su quanto scritto da Penna riguardo al significato profondo del romanzo.
Mi ha deluso un po' il fatto che non venga approfondita troppo la psicologia dei personaggi principali. Quando Margherita ritrova il suo Maestro, la scena si svolge come in un anticlimax, e, benché tra i due dovrebbe esserci un legame d'amore, sembra che coinvolga più la bella strega che non lui.
Ma mi rendo conto che il legame affettivo tra i protagonisti passa in secondo piano, ciò che preme di più all'autore è parlare della condizione dell'intellettuale ai suoi tempi e della mancanza di libertà di pensiero.
__________________
sono state giornate furibonde/senza atti d'amore/senza calma di vento/solo passaggi e passaggi/passaggi di tempo
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  #8 (permalink)  
Vecchio 16-03-2010, 21.59.54
Viaggiatore del tempo.
 
 Data registrazione: 06-03-2010
  Messaggi: 503
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Originalmente inviato da Indigowitch Visualizza messaggio
Splendido romanzo, a tratti anche "spassosamente crudele".
Adoro il personaggio di Margherita, ha tutta la veemenza della donna appassionata, che farebbe di tutto per l'uomo che ama.
La bizzarra combriccola di Woland è descritta in maniera vivida e accattivante (Behemot, il gattone parlante, è strepitoso).
Concordo su quanto scritto da Penna riguardo al significato profondo del romanzo.
Mi ha deluso un po' il fatto che non venga approfondita troppo la psicologia dei personaggi principali. Quando Margherita ritrova il suo Maestro, la scena si svolge come in un anticlimax, e, benché tra i due dovrebbe esserci un legame d'amore, sembra che coinvolga più la bella strega che non lui.
Ma mi rendo conto che il legame affettivo tra i protagonisti passa in secondo piano, ciò che preme di più all'autore è parlare della condizione dell'intellettuale ai suoi tempi e della mancanza di libertà di pensiero.
Brava Indi,
condivido in pieno.
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