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Guido Cavalcanti

Guido Cavalcanti

questa discussione ha 4 risposte ed è stata letta 2216 volte

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  #1 (permalink)  
Vecchio 28-02-2008, 07.34.09
L'avatar di Sir Galahad
Mod. Letteratura Classica
 
 Data registrazione: 21-01-2008
 Residenza: Firenze
  Messaggi: 2,770
Thumbs up Guido Cavalcanti

Guido Cavalcanti, amico di Dante , compose numerose poesie. Desidero ricordare questa:


Gli occhi di quella gentil foresetta

Gli occhi di quella gentil foresetta
hanno distretta - sì la mente mia,
ch'altro non chiama che le', né disia.
Ella mi fere sì, quando la sguardo,
ch'i' sento lo sospir tremar nel core:
esce degli occhi suoi, che me [ . . ] ardo,
un gentiletto spirito d'amore,
lo qual è pieno di tanto valore,
quando mi giunge, l'anima va via,
come colei che soffrir nol poria.
I' sento pianger for li miei sospiri,
quando la mente di lei mi ragiona;
e veggio piover per l'aere martiri
che struggon di dolor la mia persona,
sì che ciascuna vertù m'abandona,
in guisa ch'i' non so là 'v'i' mi sia:
sol par che Morte m'aggia 'n sua balìa.
Sì mi sento disfatto, che Mercede
già non ardisco nel penser chiamare,
ch'i' trovo Amor che dice: "Ella si vede
tanto gentil, che non pò 'maginare
ch'om d'esto mondo l'ardisca mirare
che non convegna lui tremare in pria;
ed i', s'i' la sguardasse, ne morria".
Ballata, quando tu sarai presente
a gentil donna, sai che tu dirai
de l'angoscia[to] dolorosamente?
Di': "Quelli che mi manda a voi tra guai,
però che dice che non spera mai
trovar Pietà di tanta cortesia,
ch'a la sua donna faccia compagnia".

Saluti poetici


Sir
__________________


Ultima modifica di Sir Galahad : 12-11-2008 alle ore 06.31.16.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 08-12-2008, 18.58.58
L'avatar di acquario
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 Data registrazione: 15-09-2008
  Messaggi: 221
Predefinito Io vidi li occhi dove Amor si mise

Io vidi li occhi dove Amor si mise
quando mi fece di sé pauroso,
che mi guardar com'io fosse noioso:
allora dico che 'l cor di divise;

e se non fosse che la donna rise,
i' parlerei di tal guisa doglioso,
ch'Amor medesmo ne farei cruccioso,
che fe' lo immaginar che mi conquise.

Dal ciel si mosse un spirito, in quel punto
che quella donna mi degnò guardare,
e vennesi a posar nel mio pensero:

elli mi conta s' d'Amor lo vero,
che[d] ogni sua virtù veder mi pare
s' com'io fosse nello suo cor giunto.

__________________
Tra l'amicizia e l'amore c'è la distanza di un bacio.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 08-12-2008, 19.01.06
L'avatar di acquario
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 Data registrazione: 15-09-2008
  Messaggi: 221
Predefinito In un boschetto trova' pasturella

In un boschetto trova' pasturella
più che la stella - bella, al mi' parere.

Cavelli avea biondetti e ricciutelli,
e gli occhi pien' d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav' agnelli;
[di]scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'namorata:
er' adornata - di tutto piacere.

D'amor la saluta' imantenente
e domaandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolzemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: - Sacci, quando l'augel pia,
allor disïa - 'l me' cor drudo avere - .

Po' che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audìo cantare,
fra me stesso diss' I': - Or è stagione
di questa pasturella gio' pigliare - .
Merzé le chiesi sol che di basciare
ed abracciar, - se le fosse 'n volere.

Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core;
menòmmi sott' una freschetta foglia,
là dov'i' vidi fior' d'ogni colore;
e tanto vi sentìo gioia e dolzore,
che 'l die d'amore - mi parea vedere.
__________________
Tra l'amicizia e l'amore c'è la distanza di un bacio.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 08-12-2008, 19.04.17
L'avatar di acquario
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 Data registrazione: 15-09-2008
  Messaggi: 221
Predefinito Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira

Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira,
che fa tremar di chiaritate l'àre
e mena seco Amor, s' che parlare
null'omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical' Amor, ch'i' nol savria contare:
cotanto d'umiltà donna mi pare,
ch'ogn'altra ver' di lei i' la chiam' ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch'a le' s'inchin' ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

Non fu s' alta già la mente nostra
e non si pose 'n noi tanta salute,
che propiamente n'aviàn conoscenza.
__________________
Tra l'amicizia e l'amore c'è la distanza di un bacio.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 08-12-2008, 19.18.46
L'avatar di Sir Galahad
Mod. Letteratura Classica
 
 Data registrazione: 21-01-2008
 Residenza: Firenze
  Messaggi: 2,770
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Citazione:
Originalmente inviato da acquario Visualizza messaggio
In un boschetto trova' pasturella
più che la stella - bella, al mi' parere.

Cavelli avea biondetti e ricciutelli,
e gli occhi pien' d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav' agnelli;
[di]scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'namorata:
er' adornata - di tutto piacere.

D'amor la saluta' imantenente
e domaandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolzemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: - Sacci, quando l'augel pia,
allor disïa - 'l me' cor drudo avere - .

Po' che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audìo cantare,
fra me stesso diss' I': - Or è stagione
di questa pasturella gio' pigliare - .
Merzé le chiesi sol che di basciare
ed abracciar, - se le fosse 'n volere.

Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core;
menòmmi sott' una freschetta foglia,
là dov'i' vidi fior' d'ogni colore;
e tanto vi sentìo gioia e dolzore,
che 'l die d'amore - mi parea vedere.
E' uno dei sonetti più belli di Guido Cavalcanti. Anche a me piace moltissimo, Carolina. In questa composizione (che era già stata postata in un altro thread) si notano subito la freschezza delle parole, i sentimenti e le situazioni dipinti come una pennellata sapiente, un racconto veloce e intrigante.
Cavalcanti fu, da Dante, chiamato il "più bravo" poeta d'amore.

Sir
__________________

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