Citazione:
Originalmente inviato da acquario
In un boschetto trova' pasturella
più che la stella - bella, al mi' parere.
Cavelli avea biondetti e ricciutelli,
e gli occhi pien' d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav' agnelli;
[di]scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'namorata:
er' adornata - di tutto piacere.
D'amor la saluta' imantenente
e domaandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispose dolzemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: - Sacci, quando l'augel pia,
allor disïa - 'l me' cor drudo avere - .
Po' che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audìo cantare,
fra me stesso diss' I': - Or è stagione
di questa pasturella gio' pigliare - .
Merzé le chiesi sol che di basciare
ed abracciar, - se le fosse 'n volere.
Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core;
menòmmi sott' una freschetta foglia,
là dov'i' vidi fior' d'ogni colore;
e tanto vi sentìo gioia e dolzore,
che 'l die d'amore - mi parea vedere.
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E' uno dei sonetti più belli di Guido Cavalcanti. Anche a me piace moltissimo, Carolina. In questa composizione (che era già stata postata in un altro thread) si notano subito la freschezza delle parole, i sentimenti e le situazioni dipinti come una pennellata sapiente, un racconto veloce e intrigante.
Cavalcanti fu, da Dante, chiamato il "più bravo" poeta d'amore.
Sir